Nelle Tavole di Veleia (I sec. d.C.) si legge: “Fundum Bitutianum A Tito Betutio Fusco”; l’iscrizione indica un possedimento (uno dei tanti elencati nelle tavole) ed il suo assegnatario, Betutio Fusco, che diede il nome al fondo stesso: Bitutianum, poi Bediolanum e quindi Bedizzano. La prima citazione del paese avviene proprio in epoca medievale nel 1035. Il poggio di Bedizzano (situato a pochi chilometri da Carrara), oltre al vantaggio di essere vicino ai bacini marmiferi aveva quello di essere circondato da boschi ed acque abbondanti; la quiete, il verde lussureggiante, la freschezza del clima estivo (caratteristiche sufficienti a supporre uno sviluppo preromano) assicurarono al borgo una discreta vitalità anche nei periodi bui seguiti alla caduta dell’Impero Romano e indussero, secoli dopo, i Cybo Malaspina ed altre famiglie della nascente nobiltà locale a trascorrere a Bedizzano i momenti di svago e, di conseguenza, a costruirvi belle case: il palazzotto del Principe e gli edifici che circondano piazza Fratelli Bonuccelli ne sono un esempio. Nei secoli successivi la vita del paese si svolse tranquilla. Verso la fine del secolo scorso, invece, la frazione ed i luoghi limitrofi furono spesso teatro di inquietudine sociale che si tradusse in violente manifestazioni (famosi i fatt del “Padre Eterno” – 1888 – ed i conseguenti processi che ebbero larga eco in tutta Italia). Percorrendo i vicoli del paese si possono ammirare ornamenti, bassorilievi e antichi portali in marmo. Piazza della Costituzione, la più grande, è stata costruita nel XVII secolo per volontà del principe Alberico Cybo Malaspina, che fece scolpire la fontana con tre mascheroni che gettano abbondante acqua in una grande vasca; accanto alla fontana vi è il palazzo dove il Principe e la sua famiglia alloggiavano durante le vacanze. Sul lato nord della piazza si trova il Monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale fatto erigere nel 1924. Nella Chiesa parrocchiale di San Genesio, costruita in data incerta e ristrutturata nel XVII secolo, è collocata una statua raffigurante la Vergine con Bambino, opera del Quattrocento e attribuita alla scuola di Nicola Pisano. L’oratorio della Madonna della Pietà fu costruito tra il 1636 e il 1652 sotto Carlo I e per volontà di alcune nobili famiglie cittadine, tra cui i Conti Schizzi.