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IL CENTRO STORICO E I MUSEI

CARRARA

Il nome di Carrara è legato ai carri che hanno trasportato il marmo per secoli come racconta il motto della città: “fortitudo mea in rota” – “la mia forza è nella ruota”. La ruota del carro è il simbolo di una città fondata sulla lavorazione di questa pietra unica al mondo.

Carrara è una città vasta, circondata dalle montagne e arrivo fino al mare lungo la via che per secoli ha visto i blocchi di marmo prepararsi ad essere imbarcati per ogni destinazione.

Dietro la città c’è un universo bianco rappresentato da quelle cave che da oltre duemila anni forniscono al mondo un materiale unico, strumento nelle mani dei più grandi scultori per trasformare la materia.

Il centro storico intriso di storia, una storia che parla innanzitutto degli apuani, delle loro battaglie contro i romani che conquistano questa fetta di terra tra mare e montagne, da cui prelevare il marmo pregiato necessario ad abbellire la Roma imperiale.

La storia della città passa, poi, la crescita e il declino della vicina città-porto di Luna (odierna Luni) da cui partivano i blocchi e del suo Vescovo a cui, nel 963, l’imperatore dona la “curtem de cararia”.

Nel Medioevo, la città di Carrara cresce intorno al suo Duomo e alla piazza antistante come cuore pulsante della vita cittadina. Seguono le guerre tra guelfi e ghibellini e l’arrivo dei Cybo Malaspina con Alberico I, che crea una città rinascimentale intorno a Piazza Alberica: mura, strade, piazze, palazzi, ossia la struttura del centro storico che possiamo vivere ancora oggi.

Fra i luoghi di interesse nel centro storico ricordiamo:

Piazza Alberica, la piazza più importante della città, dove un tempo c’era un grande prato destinato al mercato del bestiame, la Platea Porcorum, la piazza dei maiali. Questo, nel 1557, diventa il cuore della nuova città, della Carrara Nova immaginata dal giovane regnante Alberico I Cybo Malaspina che dona anche il nome alla piazza. Nella nuova concezione urbanistica, i palazzi edificati dalle più importanti famiglie nobili e borghesi della città disegnano la caratteristica forma trapezoidale alla piazza. L’identità della città si afferma immediatamente anche al visitatore che qui giunge per la prima volta attraverso il marmo presente ovunque, dai dieci grandi rettangoli della pavimentazione fino alle facciate dei palazzi più prestigiosi. Il monumento centrale con fontana, inaugurato nel 1826 e scolpito da Pietro Fontana e altri artisti carraresi è dedicato a Maria Beatrice d’Este in veste di Minerva. Duchessa di Massa e Principessa di Carrara, è l’ultima sovrana indipendente di questo territorio.

Il Duomo: tre secoli è stato il tempo necessario per finire questa meraviglia di marmo. Ma la sua eccezionalità costruttiva sta nel fatto che non soltanto gli ornamenti, ma anche tutte le strutture, compreso il campanile, sono realizzate in blocchi di marmo delle Alpi Apuane che qui esprime quella potenza decorativa che il mondo intero conoscerà nei secoli successivi. Eretto probabilmente su un nucleo molto antico e dedicato a Sant’Andrea apostolo, la prima testimonianza scritta risale al 1035. É intorno a questo edificio sacro che cresce il borgo medievale di Carrara. Il rosone a venti raggi è il simbolo ufficiale di Carrara Città Creativa UNESCO e richiama la ruota di quei carri, trainati da 15-20 paia di buoi, che trasportavano a valle tonnellate di marmo. Edificata completamente in marmo, la sua facciata e la sua architettura ci raccontano le diverse influenze e fasi di costruzione che ne coinvolsero l’esterno e l’interno in un arco di tempo compreso fra il secolo XI e il XIV. Fasi che raccontano come l’influenza dell’antica città di Luni, il cui Vescovo aveva la proprietà dell’edificio, declini a favore dell’emergente città di Lucca ai cui ordini religiosi viene consegnata. Nella piazza in cui è collocato il duomo si trova la statua “del Gigante”, opera incompiuta di Baccio Bandinelli, grande rivale di Benvenuto Cellini, che rappresenta Andrea Doria nelle vesti del dio Nettuno. In questa piazza prese in affitto una casa Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi artisti della storia. Durante i lunghi mesi che trascorreva a Carrara si confrontava con i cavatori salendo fino alle cave, imparando i segreti più intimi della pietra e controllando ogni singolo blocco che poi, nelle sue mani sarebbe diventato un capolavoro dell’umanità.

Il Teatro degli Animosi, assieme al Politeama Verdi ci racconta l’inizio della fase moderna dell’espansione urbanistica di Carrara. Dopo 300 anni vissuti dentro la cerchia di mura medievali e altri 300 passati dentro le mura rinascimentali volute da Alberico I, nell’Ottocento, assieme alla vita economica e sociale cambia anche l’urbanistica della città. La comunità cresciuta all’ombra del Duomo, del Castello e dei palazzi di piazza Alberica, sceglie un nuovo edificio intorno a cui riunirsi: il Teatro degli Animosi. L’edificio, progettato dall’architetto lucchese Giuseppe Pardini, era stato infatti finanziato con soldi completamente privati, dai ricchi cittadini di Carrara.

Accademia di Belle ArtiCastello Malaspina. Nel periodo medievale l’asse cittadino su cui si calibra la vita quotidiana del borgo è tra il vicino Duomo di marmo e il Castello dei Malaspina, la «Rocha de Cararia», questo potente torrione quadrangolare massiccio, protetto da fossato e ponte elevatoio. Nel XVI secolo, affianco al Castello, Alberico I Cybo Malaspina avvia la costruzione del Palazzo del Principe che avrebbe ospitato la corte quando risiedeva a Carrara. Alberico, che governerà lo stato di Massa e Carrara per quasi 70 anni diventando uno dei più longevi sovrani della storia, rivoluziona l’assetto della città e il Palazzo diventa il cuore di questa grande trasformazione. Dagli inizi del 1807 nelle sale del doppio edificio ha sede l’Accademia di Belle Arti, una delle più antiche d’Europa, fondata da Maria . Al suo interno, tra decorazioni, stemmi, reperti antichi e gessi di Canova, Thorvaldsen, Bartolini esposti nella ricchissima gipsoteca, è conservata anche l’edicola dei Fantiscritti che ha dato nome all’omonimo bacino marmifero. Su questa particolare opera scultorea di marmo del III secolo sono incise le firme dei viaggiatori del Grand Tour e artisti tra cui Michelangelo e di Canova.

Museo delle Arti di Carrara – Mudac è una istituzione culturale dedicata alle arti contemporanee. Dal 2012 il Museo ha sede all’interno dell’ex Convento seicentesco di San Francesco e ospita una collezione di opere d’arte di proprietà del Comune di Carrara, che dal Secondo Dopoguerra ad oggi testimonia il forte legame della città con la produzione artistica con l’industria del marmo della città e del territorio, tracciandone le evoluzioni in rapporto ai diversi linguaggi del contemporaneo. La collezione è costituita da opere di artisti di fama nazionale e internazionale che hanno lavorato ed esposto a Carrara dalla seconda metà del XX secolo ad oggi, dalla Biennale Internazionale di Scultura del 1957 alle opere delle edizioni più recenti della Biennale, caratterizzate da una maggiore sperimentazione artistica e dall’uso di tecniche esecutive sempre più innovative. Tra gli artisti presenti nella collezione permanente: Alberto Viani, Giuliano Vangi, Nardo Dunchi, Carlo Sergio Signori, Augusto Perez, Mirko (Basaldella), Jannis Kounellis, Giuseppe Spagnulo, Augustin Cardenas, Carol Rama, Andrea Branzi, Cyprien Gaillard, Nunzio, Denis Santachiara, David Tremlett, e altri.

Museo del Marmo. Istituito nel 1982 su iniziativa del Comune di Carrara il Museo Civico del Marmo è sede della memoria storica della città. È una struttura espositiva dedicata alla produzione e alla lavorazione del marmo nelle Alpi Apuane. La ricca collezione museale comprende reperti archeologici rinvenuti in cava, strumenti per l’estrazione e la lavorazione che offrono al visitatore un’immagine completa del più affascinante patrimonio locale. Negli anni il museo è stato oggetto di riqualificazioni che lo hanno attualizzato con la realizzazione di una nuova sezione espositiva, totalmente multimediale, interattiva e coinvolgente dal punto di vista sensoriale.

CARMI – Museo Carrara e Michelangelo è ospitato a Villa Fabbricotti, edificio ottocentesco situato all’interno del Parco della Padula. Come dice il nome è dedicato e incentrato su Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi artisti mai esistiti, che su questa terra ha trascorso importanti periodi della propria vita. Il complesso museale è articolato su tre livelli e ospita al piano nobile la mostra permanente incentrata sulla figura di Michelangelo. Per la prima volta viene interamente dedicata una sede espositiva al peculiare rapporto dell’artista con il territorio, la città di Carrara e il marmo. Michelangelo, Carrara e il marmo costituiscono il trait d’union delle sei sale tematiche poste al piano nobile in un percorso che si snoda attraverso riproduzioni quali il Mosè in scala 1:1, ologrammi come quello del David che prende vita in una stanza, video, fotografie, stampe, fac-simili, video e documenti storici. Il piano terra rialzato, pensato per le mostre temporanee, ospita una sezione di approfondimento sulla storia della Villa e della famiglia Fabbricotti. Completa il percorso espositivo il piano seminterrato dove, oltre agli ambienti riservati alla didattica e alla lettura e a uno spazio caffetteria, sono ospitate due sale dedicate alle produzioni cinematografiche che nel 2017 hanno celebrato il legame tra Michelangelo e la città di Carrara: Il Peccato di Andrei Konchalovsky e Michelangelo – Infinito di Emanuele Imbucci con Enrico Lo Verso e Ivano Marescotti. Circonda l’edificio della Villa il parco della Padula, trasformato in occasione dell’XI Biennale di Scultura del 2002, in parco artistico di opere d’arte ambientali, dove il contesto paesaggistico diviene spazio dinamico rivisitato in chiave contemporanea attraverso l’integrazione tra ambiente e territorio con i lavori di artisti di fama internazionale quali Merz, Mainolfi, Parmeggiani e Morris.

Riferimenti: testi e informazioni tratte da visitacarrara.it

Le località del territorio:

Bibliografia di riferimento:
Carrara e la sua Gente. Centri al piano. Paesi a monte. Tradizioni, ambiente, valori, storia, arte, Società Editrice Apuana srl, 2021