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Gragnana

I primi cenni sul paese di Gragnana si ritrovano ne Le Tavole di Veleia (elenco redatto sotto l’Imperatore Traiano) dove si annota un Fundum Granianum affidato a Lucio Granio Proculo: quel fondo, secondo attendibili fonti storiche, rappresentò l’origine di Gragnana. Il canale in cui sorge il paese, il più ad ovest fra quelli che si riversano nel Carrione, ha sempre avuto una grandissima importanza per le comunicazioni in quanto era ed è il solo varco abbastanza praticabile, nel bacino a monte, per raggiungere la vicina Lunigiana e andare oltre verso l’Appennino. Il paese, sicuramente fu un importante centro legato alla pastorizia fin dall’età del bronzo come testimoniano gli unici ritrovamenti preistorici della zona in località Gabellaccia. Nel 1450 fu teatro della sanguinosa battaglia di Segalara che vide come contendenti Carraresi e Massesi contro i paesi del versante di Sarzana per questioni di confine. Nel Risorgimento, gli abitanti furono tra i più accesi seguaci di Mazzini; la memoria popolare ha tramandato notizie di esuli e perseguitati, fra questi ci sarebbe stato Daniele Manin che, fuggendo dal nord, trovavano in Gragnana aiuto e rifugio. Gragnana è stata anche centro nevralgico dei moti anarchici del 1894 e ancora oggi è sede del circolo anarchico Malatesta. Dal punto di vista naturale il paese è circondato da boschi di castagno e terrazzamenti coltivati. Per quanto riguarda l’aspetto architettonico, di grande pregio è l’antica Chiesa di San Michele, eretta nel 1792 e completata verso la metà del 1800 sulle basi di un preesistente edificio costruito nel 1450, in occasione della pace, avvenuta l’8 maggio, giorno di San Michele, tra carraresi e sarzanesi. Alcuni studiosi le attribuiscono, inoltre, l’appellativo di Capitale mondiale dei Tavolieri (antichi giochi da tavolo incisi sulla pietra); tra i suoi vicoli se ne contano addirittura più di cinquanta.